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e non per pagare meno tasse

VUOI VENIRE CON NOI A LONDRA? CONTATTACI

Diciamocelo apertamente: l’imprenditore medio Italiano, sotto torchio dal sistema fiscale pesante e squilibrato, pensa che se potesse aprire in UK risolverebbe ogni problema. Ebbene non è così ne adesso con la Brexit ne lo era prima senza le frontiere. In UK si pagano le tasse e comunque, a meno che non tagli ogni ponte col tuo paese di origine e badi bene di non metterci più piede (commercialmente parlando), nessun paradiso fiscale ti esonererà mai dal peso del fisco Italiano.

Qundi, caro lettore, arresta qui la tua lettura se il titolo ti ha indotto questi pensieri anche perchè le opportunità di aprire in UK sono talmente ricche e proficue che il raggiro del fisco Italiano sarebbe solo un inutile perdita di tempo. Tanto per cominciare: è un luogo in cui si respirano opportunità. Imprese, imprenditori e persone in genere, sono pronte ad ascoltare, sono disponibili ad incontrare altre persone ed a capire le nuove opportunità. Le tendenze qui nascono, non arrivano per mano di qualcuno, è qui che si creano i nuovi business, è qui che il mondo convoglia le proprie energie verso l’Europa e viceversa da qui che l’Europa parte verso il mondo. Entriamo nel dettaglio. Aprire un’azienda in UK, fatte tutte le doverose procedure legali delle quali non staremo qua a discutere, è facilissimo e super economico, lo si può fare addirittura da soli, compilando un modulo ed inviandolo via fax, oppure rivolgendosi presso uno dei tanti studi commerciali presenti sul territorio, evitando quelli che fanno da ponte (italia-UK) che normalmente sono carissimi. Un consulente locale può chiedere un compenso che varia tra le 100£ e le 250£, includendo anche 16£ di tassa d’iscrizione, ma non lasciatevi ingannare dai costi bassi, aprire un’impresa in UK ha costi che vanno ponderati con estrema attenzione (sede, consulente, permanenza, ecc) ed indebitarsi li non è come in Italia, li i debiti si pagano. Comunque ciò che apprezzi di più del sistema inglese è la assoluta chiarezza con cui ti spiegano le cose, un contratto inglese è semplice e fluido quasi come una favoletta per bambini, in tal modo capire gli oneri e le responsabilità alle quali devi far fronte, diventa semplice ed inequivocabilmente chiaro. Il sistema fiscale è molto più semplice di quello italiano ma non propriamente economico e sui piccoli fatturati, ad esempio, può risultare addirittura più costoso. Il vantaggio più grande è la possibilità di pianificare l’esborso erariale che l’impresa dovrà affrontare, grazie a poche tasse e per lo più di forma proporzionale al fatturato. Le forme d’impresa, ad esempio, sono solo due: la LTD, o limited, e la LLP più applicabile a studi associati e partners di progetto. Davvero, all’inizio è quasi difficile per noi italiani, abituati alle decine di forme possibili (ditta individuale, ditta a regime agevolato dei minimi, srl, srl socio unico, srl semplificata, snc, sas, ecc, ecc) riuscire a capire il concetto e spesso si tende a ripetere la domanda “praticamente l’unica impresa che posso aprire è una srl?”, mentra la risposta “Yes Mister, this is the only way… sorry” è ancor più emblematica. Insomma nulla a che vedere con il nostro ingarbugliato e problematico Italian Style, uno che fa l’imprenditore qui da vent’anni non torna contento dopo un viaggio business in UK, torna arrabbiato e frustrato. Il primo pensiero che ti viene in mente è “venite da noi a fare il business, vediamo che sapete fare”, perchè davvero la sensazione che si prova è che ci sia una specie di “mamma” che pensa ai suoi figli in tutto e per tutto, addirittura indicandogli da che lato guardare la strada prima di attraversare.

look

Superato lo choc iniziale, però, il sistema inizia presto a scorrerti nelle vene, è come entrare in un’auto nuova, a molte cose non fai caso e ti ci abitui subito perchè sono più comode, le differenze le ritrovi quando rientri in un’auto vecchia di nuovo. Certamente aprire in UK è davvero un’opportunità, sopratutto per un’impresa Made in Italy che vuole espandere i propri confini e darsi la possibilità di godere di un respiro molto più ampio, di una visione davvero completa ed internazionale. Jpt Studio nasce come Ltd nel Giugno del 2016 e da allora costantemente opera in quel contesto intessendo relazioni, partnership e sviluppando progetti. Ciò che offriamo, in aggiunta al nostro lavoro creativo e pubblicitario, è supportare le nostre imprese clienti anche in queste iniziative, offrendo loro un supporto valido per cogliere nuove opportunità, come questa di aprire in UK. Augurandoci che quanto scritto non abbia urtato la sensibilità di nessuno, siamo a completa disposizione per chiunque abbia domande o voglia proporre idee collaborative da portare con noi.

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Diciamocelo apertamente: l’imprenditore medio Italiano, sotto torchio dal sistema fiscale pesante e squilibrato, pensa che se potesse aprire in UK risolverebbe ogni problema. Ebbene non è così ne adesso con la Brexit ne lo era prima senza le frontiere. In UK si pagano le tasse e comunque, a meno che non tagli ogni ponte col tuo paese di origine e badi bene di non metterci più piede (commercialmente parlando), nessun paradiso fiscale ti esonererà mai dal peso del fisco Italiano.

Qundi, caro lettore, arresta qui la tua lettura se il titolo ti ha indotto questi pensieri anche perchè le opportunità di aprire in UK sono talmente ricche e proficue che il raggiro del fisco Italiano sarebbe solo un inutile perdita di tempo. Tanto per cominciare: è un luogo in cui si respirano opportunità. Imprese, imprenditori e persone in genere, sono pronte ad ascoltare, sono disponibili ad incontrare altre persone ed a capire le nuove opportunità. Le tendenze qui nascono, non arrivano per mano di qualcuno, è qui che si creano i nuovi business, è qui che il mondo convoglia le proprie energie verso l’Europa e viceversa da qui che l’Europa parte verso il mondo. Entriamo nel dettaglio. Aprire un’azienda in UK, fatte tutte le doverose procedure legali delle quali non staremo qua a discutere, è facilissimo e super economico, lo si può fare addirittura da soli, compilando un modulo ed inviandolo via fax, oppure rivolgendosi presso uno dei tanti studi commerciali presenti sul territorio, evitando quelli che fanno da ponte (italia-UK) che normalmente sono carissimi. Un consulente locale può chiedere un compenso che varia tra le 100£ e le 250£, includendo anche 16£ di tassa d’iscrizione, ma non lasciatevi ingannare dai costi bassi, aprire un’impresa in UK ha costi che vanno ponderati con estrema attenzione (sede, consulente, permanenza, ecc) ed indebitarsi li non è come in Italia, li i debiti si pagano. Comunque ciò che apprezzi di più del sistema inglese è la assoluta chiarezza con cui ti spiegano le cose, un contratto inglese è semplice e fluido quasi come una favoletta per bambini, in tal modo capire gli oneri e le responsabilità alle quali devi far fronte, diventa semplice ed inequivocabilmente chiaro. Il sistema fiscale è molto più semplice di quello italiano ma non propriamente economico e sui piccoli fatturati, ad esempio, può risultare addirittura più costoso. Il vantaggio più grande è la possibilità di pianificare l’esborso erariale che l’impresa dovrà affrontare, grazie a poche tasse e per lo più di forma proporzionale al fatturato. Le forme d’impresa, ad esempio, sono solo due: la LTD, o limited, e la LLP più applicabile a studi associati e partners di progetto. Davvero, all’inizio è quasi difficile per noi italiani, abituati alle decine di forme possibili (ditta individuale, ditta a regime agevolato dei minimi, srl, srl socio unico, srl semplificata, snc, sas, ecc, ecc) riuscire a capire il concetto e spesso si tende a ripetere la domanda “praticamente l’unica impresa che posso aprire è una srl?”, mentra la risposta “Yes Mister, this is the only way… sorry” è ancor più emblematica. Insomma nulla a che vedere con il nostro ingarbugliato e problematico Italian Style, uno che fa l’imprenditore qui da vent’anni non torna contento dopo un viaggio business in UK, torna arrabbiato e frustrato. Il primo pensiero che ti viene in mente è “venite da noi a fare il business, vediamo che sapete fare”, perchè davvero la sensazione che si prova è che ci sia una specie di “mamma” che pensa ai suoi figli in tutto e per tutto, addirittura indicandogli da che lato guardare la strada prima di attraversare.

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Superato lo choc iniziale, però, il sistema inizia presto a scorrerti nelle vene, è come entrare in un’auto nuova, a molte cose non fai caso e ti ci abitui subito perchè sono più comode, le differenze le ritrovi quando rientri in un’auto vecchia di nuovo. Certamente aprire in UK è davvero un’opportunità, sopratutto per un’impresa Made in Italy che vuole espandere i propri confini e darsi la possibilità di godere di un respiro molto più ampio, di una visione davvero completa ed internazionale. Jpt Studio nasce come Ltd nel Giugno del 2016 e da allora costantemente opera in quel contesto intessendo relazioni, partnership e sviluppando progetti. Ciò che offriamo, in aggiunta al nostro lavoro creativo e pubblicitario, è supportare le nostre imprese clienti anche in queste iniziative, offrendo loro un supporto valido per cogliere nuove opportunità, come questa di aprire in UK. Augurandoci che quanto scritto non abbia urtato la sensibilità di nessuno, siamo a completa disposizione per chiunque abbia domande o voglia proporre idee collaborative da portare con noi.